
Questo corso conduce i ragazzi attraverso il meraviglioso mondo dell’immagine fotografica.
Oggi percepito come indifferente a causa della massiccia presenza di continui stimoli visivi legati all’utilizzo dello smartphone, lo sguardo fotografico rimane, tuttavia, un potentissimo mezzo di crescita interiore e comunicativa. È una boccata d’aria fresca, un sospiro di sollievo nell’overload quotidiano.
In questo senso, “preparare allo sguardo” sul mondo e sulle cose, significa fare breccia nell’individualità dello studente, che si sente protagonista di un percorso unico, poiché irripetibile è il modo di vedere che ogni persona ha dentro di sé.
Educare all’attenzione per ciò che si “vede” in senso fotografico, non è plasmare futuri fotografi professionisti, ma preziosa occasione di consapevolezza umana.
Diversamente dallo smartphone e dal display, che impongono distanza fisica, l’utilizzo di una fotocamera con mirino mette in stretto contatto persona e macchina, stabilendo un rapporto intimo di creatività e concentrazione. Di attesa e pazienza; contingenze rare, ma basilari per innescare interesse e orgoglio nella realizzazione di scatti fotografici di qualità.
Il momento che lo studente si prende “a tu per tu” con la fotocamera è scrivere su un diario, parlare con sé stessi, dialogare con la realtà attraverso la composizione dell’immagine. È comunicare ciò che si ha dentro.
Il corso non richiede doti o talenti, potenzialmente divisivi all’interno di un’aula, poiché non si basa su una challenge, ma sua una crescita “collettiva”, seppur individuale. Le immagini scattate dagli studenti non saranno “giudicate”, ma “valutate” su un piano fotografico. Nessuna tensione o ansia da prestazione; ci si diverte imparando.
I tre incontri prevedono un excursus sulla storia della fotografia, non noioso perché ricco di aneddoti, immagini inedite e curiosità, nonché la presenza “concreta” di una collezione personale di apparecchi d’epoca. Si passa, poi, alla conoscenza della fotocamera e del suo utilizzo nelle diverse circostanze.
Segue parte fondamentale: la luce. Imparare a conoscerla e gestirla nei vari momenti e a seconda dei soggetti. Infine, la pratica. Divisi in gruppi per rendere più snello il flusso di lavoro, gli studenti si alterneranno nello scatto di soggetti (da definire insieme) all’interno dell’aula o all’esterno, se l’istituto lo consente. Still Life, ritratto, architettura, natura… ogni stimolo visivo è educazione allo sguardo.
Ogni fotografia scattata sarà frutto di riflessioni maturate durante il tempo trascorso insieme, ricco di dibattito e ascolto reciproco.
Di un pittore si dice che ha una buona mano; di un fotografo, che ha un buon occhio.
Quest’occhio va allenato con metodo.
Metto a disposizione degli studenti oltre trent’anni di fotografia.
Il mio percorso universitario – laurea magistrale VO in Lettere Moderne con indirizzo artistico – è coadiuvante per un’esperienza a 360 gradi su ciò che riguarda il saper vedere. Non di rado dipinti e opere d’architettura saranno al centro di confronti fotografici volti ad implementare la capacità di “lettura” di un’immagine e una più spontanea comprensione del linguaggio visivo.
In seguito al termine del corso sarà possibile, in accordo con l’istituto, allestire una piccola mostra fotografica con i lavori realizzati dagli studenti.

A seguito delle straordinarie esperienze vissute nel corso di questi seminari – insieme agli studenti del liceo artistico Preziosine di Monza durante la settimana di Campus invernale (2024), nonché le altre giornate di campus presso il liceo Frisi di Monza (2023) – e, visto il grande interesse dimostrato per la materia e il modo di affrontarla, sono a presentare una simile proposta per il vostro istituto.
Il progetto si articola in più fasi, attraverso le quali lo studente potrà acquisire competenze teorico-pratiche sulla storia e l’utilizzo della fotocamera, in fase di scatto come di post-produzione analogica, con una rara e affascinate esperienza nel mondo della fotografia tradizionale (scatto, sviluppo e stampa), recuperando in tal modo senso del tempo e di attesa, soprattutto consapevolezza di un’altra prospettiva del saper vedere; quel che si dice “sguardo fotografico” sul mondo, attraverso le opere dei grandi maestri e una costruttiva disamina dei lavori eseguiti durante il percorso con gli allievi. Non è soltanto un corso di fotografia, ma veicolo di messaggi e riflessioni positive, unite, naturalmente, a divertimento e apprendimento.